Biografia

Quando studiavo alle elementari, ci fu una lezione di storia medievale dove il nostro insegnante utilizzò il dipinto “Allegoria ed effetti del Buono e del Cattivo Governo” di Ambrogio Lorenzetti, per descrivere i lavori in campagna ed in città dell’epoca.

Rimasi incantata a osservare le diapositive, ciascuna con un particolare dell’affresco, in particolare le mura della città, con i suoi edifici merlati e gli operai intenti a costruire un tetto…

L’insegnante spiegava l’immagine ma io non ascoltavo: contemplavo la Bellezza.

Questo episodio è un esempio.

Alle medie ero molto interessata ad imparare a disegnare.

Per me era come una Magia… rendere con le proprie mani un’immagine uguale alla realtà, o copiare senza errori formali, o disegnare di fantasia trasportando dalla mente al foglio in maniera esatta le proprie idee, per me significava avere in mano una ricchezza incalcolabile.

Così ho voluto fare il liceo artistico.

Durante la scuola superiore, il liceo artistico, mi imbattei in un film di Hollywood che raccontava la storia di un artista newyorkese.

I dipinti usati per questo film erano di un certo Francesco Clemente, o almeno era riportato costui nei titoli di coda.

Cercai in biblioteca materiale su questo artista, cercai anche in Internet… erano fine anni Novanta: non trovai quasi nulla.

Mi avevano colpito molto per lo stile personale.

Terminato il liceo proseguii gli studi all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Non per perfezionare il disegno, ma per riprovare ad imparare. Cercavo di capire la struttura delle cose e di renderle innovative. Volevo essere innovativa, inventare qualcosa di nuovo.

Questi anni a Venezia furono molto utili: mi piaceva osservare molto anche quello che dipingevano i miei compagni di atelier: non divenni innovativa, però imparai ad affinare il gusto per le cose Belle.

Mi diplomai a pieni voti con una tesi su Francesco Clemente.

Trasversalmente, in tutta la mia vita, mi hanno sempre accompagnato i quadri coloratissimi di mio papà.

Pittore naive, mi colpì molto sin da bambina per le sue pennellate cariche di colore ad olio, diecimila sfumature e diecimila colori, tutti accostati con istinto esatto.

Il dopo-accademia fu il ritorno da Venezia a Montecchio Maggiore.

Dopo qualche tempo trovai lavoro statale in un’ufficio dell’ospedale di Vicenza. Mi sentivo come il Doganiere Rousseau (pittore che stimo moltissimo): pittura divenne l’occupazione del tempo libero e, quindi, libera perchè non mi dà da mangiare e quindi può avere molti meno compromessi (nel limite del buonsenso).

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Claudia art
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