In questa sezione ho raccolto parole, impressioni e testimonianze di chi ha visto da vicino il mio lavoro.
Sono voci diverse che, insieme, raccontano non solo le mie opere ma anche il dialogo che nasce con chi le osserva.
Claudia Bettega
autore prof. Giuliano Menato
autore prof. Giuliano Menato
IL LINGUAGGIO DELLE COSE
del prof. Giuliano Menato
Le opere di Claudia Bettega vogliono attivare un dialogo e stabilire un rapporto. E trasformare una superficie neutra, come la tela, dandole una personalità. Claudia lavora con concetti e idee, non con archetipi e stereotipi. Lavora su cose che appartengono all’esperienza comune, alla conoscenza di tutti. Le sue immagini non vengono dall’inconscio ma dall’informazione visiva, e sono più istintive che interiori. Accettando di rappresentare figure nella loro banalità, mette in scena soggetti che acquistano un significato a partire dal momento in cui lo sguardo si posa su di essi. Chi guarda le sue figure non è una macchina, è uno che pensa, desidera, si delizia, si annoia. Claudia è per un’arte che si intreccia con la vita di tutti i giorni e nello stesso tempo sogna, che prende le sue forme dalla vita e si estende al di là di esse. Non vuole comunicare messaggi astrusi, ma solo attirare l’attenzione dello spettatore facendolo pensare a ciò che vede. Lo sforzo di concentrare la sua energia su un messaggio la limiterebbe e perciò preferisce andare verso l’ignoto e il fantastico, come dimostrano quelle opere in cui la figura idealizzata dai media è sostituita da un’immagine di pura fantasia. L’interesse eminentemente formale è evidente. Ella è impegnata a riqualificare il vasto repertorio delle sue rappresentazioni pittoriche e a innalzarle ad un livello di valori formali. L’assunzione di immagini dai mass-media, pur evidente e innegabile, non è l’elemento intimamente costitutivo della sua poetica. È piuttosto una delle implicazioni di un nuovo e aderente sguardo rivolto verso il mondo. L’incontro di Claudia con il proprio ambiente, con la realtà che la circonda, con i modelli dell’esperienza ordinaria, con la proiezione delle immagini artificiali, costituisce sul piano estetico l’incontro significativo tra l’artista e il suo mondo.