in una bella casetta su una località marina (vista mare) la sottoscritta è intenta a recidere un fiore carnivoro con una forbice e il sorriso biricchino in faccia. Un’azione che ha un che di sadico (la pianta sta per essere tagliata-uccisa) viene addolcita dal mio atteggiamento deciso e allo stesso tempo anche dolce. Alle mie spalle, sullo sfondo in secondo piano, un tavolinetto con sopra degli oggetti come un richiamo di natura morta, più in là una sedia sull’angolo, solitaria, in castigo. Entrambi questi mobili con la loro presenza assistono alla scena impotenti. L’interno si apre al terrazzo dando respiro alla stanza.